Ecco alcuni personaggi meritevoli di lode per la nascita dell’informatica

Alan Kay
Alan Curtis Kay, nato a Springfield, il 17 maggio 1940

Alan Kay è inventore del linguaggio di programmazione Smalltalk, è uno dei padri della programmazione orientata agli oggetti. Inoltre ha contribuito alla nascita dell’informatica con il concepimento del computer portatile, ha inventato le interfacce grafiche moderne, ha contribuito a creare ethernet ed il modello client-server.

Molte delle sue invenzioni sono state concepite presso il Palo Alto Research Center (PARC) della Xerox, dove ha contribuito alla nascita informatica dal 1970 al 1981 come ricercatore. Al PARC Kay studiò tra le altre cose come i bambini apprendessero di più attraverso immagini e suoni che non attraverso il solo testo; dunque sviluppò un ambiente grafico che si rivelò eccezionalmente flessibile e congeniale per i bambini. Alcune tecnologie derivate da questo lavoro, per esempio Squeak, sono ancora adesso considerate “futuristiche”.

Dopo undici anni al PARC, Kay è stato per tre anni capo ingegnere all’Atari (1981-1984) poi è stato assunto dalla Apple, dove ha lavorato fino al 1997, quando ha avviato una collaborazione con la Walt Disney.

Nel 2001 ha fondato il Viewpoints Research Institute, di cui è presidente. È consulente della Hewlett Packard.

Nascita Dell’Informatica, Museo Del Computer

Grande Personaggio per la nascita dell’informatica perseguitato perché condannato per omosessualità.

Alan Tur
Alan Turing nacque a Londra, il 23 giugno 1912. Morì il 7 giugno 1954

Durante la seconda guerra mondiale, Turing mise le sue capacità matematiche al servizio del Department of Communications del Regno Unito per decifrare i codici usati nelle comunicazioni tedesche, criptate tramite il cosiddetto sistema Enigma da Arthur Scherbius. Con l’entrata in guerra del Regno Unito, Turing fu arruolato nel gruppo di crittografi stabilitosi a Bletchley Park e con i suoi compagni lavorò per tutta la guerra alla decrittazione, sviluppando ricerche già svolte dall’Ufficio Cifra polacco con la macchina Bomba, progettata in Polonia da Marian Rejewski nel 1932 e ultimata nel 1938.

La replica funzionante di Colossus, realizzata nel 2007
Basandosi su tali esperienze, Turing realizzò una nuova versione, molto più efficace, della bomba di Rejewski. Nel 1942 il matematico di Bletchley Park, Max Newman, progettò una macchina chiamata Colossus (lontana antesignana dei computer) che decifrava in modo veloce ed efficiente i codici tedeschi creati con la cifratrice Lorenz SZ40/42, perfezionamento della cifratrice Enigma.

La macchina, a dispetto dello scetticismo dei suoi superiori, fu realizzata, su progetto di Newman, dall’ingegnere Tommy Flowers, che la consegnò a fine 1943. Al termine della guerra Turing fu invitato al National Physical Laboratory (NPL, Laboratorio Nazionale di Fisica) situato a Teddington, nei pressi di Londra, per progettare il modello di un computer. Il suo rapporto che proponeva l’Automatic Computing Engine (ACE, Motore per il Calcolo Automatico) fu presentato nel marzo 1946, ma suscitò scarso interesse a causa degli alti costi preventivati.

L’attività di Alan Turing nel gruppo di Bletchley Park fu coperta da un segreto assoluto. Finita la guerra il governo britannico impose a tutti coloro che avevano lavorato alla decrittazione, realizzando macchine e sistemi per violare i codici crittografici tedeschi, giapponesi e italiani,[4] il divieto di parlare o scrivere di qualsiasi argomento trattato in quel periodo. Tale “silenzio” impedì che Turing e suoi colleghi anche meno famosi ricevessero i riconoscimenti che in altro ambito sarebbero stati loro ampiamente e pubblicamente riconosciuti. Dati e informazioni su queste attività cominciarono a essere pubblicate, previa autorizzazione dei servizi segreti inglesi, nel 1974, quando Turing e molti suoi colleghi nella decrittazione erano morti da tempo.

Per l’anno accademico 1947/1948 tornò a Cambridge e spostò i suoi interessi verso la neurologia e la fisiologia, iniziando ad esplorare la relazione tra computer e natura. Iniziò a frequentare gli incontri del Ratio Club, un gruppo interdisciplinare di giovani scienziati britannici vicini agli interessi del movimento cibernetico.

Ebbe interessi al di fuori dell’ambito accademico: divenne membro del Walton Athletic Club e vinse alcune gare di corsa sulle tre e sulle dieci miglia. Raggiunse inoltre ottimi livelli nella maratona, correndo con un record personale di 2 ore 46 minuti e 11 secondi (il vincitore della XIV Olimpiade nel 1948 vinse con un tempo inferiore di soli 11 minuti).

Nel 1950, sulla rivista Mind, scrisse un articolo dal titolo Computing machinery and intelligence, in cui descriveva quello che sarebbe divenuto noto come il test di Turing: era convinto che si potesse raggiungere un’intelligenza artificiale solo seguendo gli schemi del cervello umano. Su questo articolo si basa buona parte dei successivi studi sull’intelligenza artificiale

L’anno seguente fu eletto Membro della Royal Society di Londra. Si trasferì all’Università di Manchester, dove lavorò alla realizzazione del Manchester Automatica Digital Machine (MADAM). Convinto che entro l’anno 2000 sarebbero state create macchine in grado di replicare la mente umana, lavorò alacremente creando algoritmi e programmi per il MADAM, partecipò alla stesura del manuale operativo e ne divenne uno dei principali utilizzatori. Nel 1952 sviluppò un approccio matematico all’embriologia. Quello stesso anno Turochamp, un programma di software scacchistico di sua creazione, giocò una partita contro il collega Alick Glennie considerata la prima giocata da un programma, benché le insufficienti capacità di calcolo dei computer dell’epoca costrinsero Turing a fare i calcoli lui stesso.

Il 31 marzo 1952 Alan Turing fu arrestato per omosessualità e portato in tribunale, dove a sua difesa disse semplicemente che «non scorgeva niente di male nelle sue azioni». Secondo alcune fonti, Turing avrebbe denunciato per furto un amico ospite in casa sua e avrebbe ammesso il proprio orientamento sessuale in risposta alle domande pressanti della polizia. In quel periodo nel parlamento britannico si discuteva l’abrogazione del reato di omosessualità ed è possibile che il clima mutato abbia indotto Turing a un comportamento incauto.

Condannato per omosessualità, fu costretto a scegliere tra una pena a due anni di carcere o la castrazione chimica mediante assunzione di estrogeni. Per non finire in prigione, lo scienziato optò per la seconda alternativa. Per oltre un anno si sottopose a trattamenti che provocarono in lui un calo della libido e lo sviluppo del seno (ginecomastia). La depressione legata al trattamento e all’umiliazione subita fu, a parere di molti storici, il motivo che lo condusse, il 7 giugno 1954, al suicidio

Nascita dell’informatica o meglio, di Apple

Bruce Tognazzini
Bruce Tognazzini, detto Tog (1945)

Bruce Tognazzini è un consulente dell’usabilità collaboratore di Donald Norman e Jakob Nielsen nella Nielsen Norman Group, specializzata nell’interazione utente-macchina. Ha lavorato per parecchi anni per la Apple, quindi per Sun Microsystems e WebMD. Ha scritto due libri, Tog on Interface e Tog on Software Design, e pubblicato la rivista sul web Asktog con il motto “Interaction Design Solutions for the Real World”.

Tog (pseudonimo noto in tutti gli ambienti informatici) fu uno tra i primi e più influenti dipendenti della Apple, inserito nella copertina del suo libro Tog on Interface (Addison Wesley, 1991) come “Apple Employee “. Agli albori della Apple era conosciuto come autore di Super Hi-Res Chess, un programma di Apple II che, nonostante il nome, non giocava a scacchi né aveva supporti grafici hi-res; al contrario sembrava che creasse problemi con il prompt della Applesoft BASIC con un messaggio d’errore, ma infine si rivelò un’astuta parodia dell’interfaccia a riga di comando della Apple. Il suo lavoro intensivo nel collaudo delle interfacce utente e del design, quale The Apple Human Interface Guidelines, rivestì un ruolo importante nella direzione della gamma dei prodotti della Apple nel corso degli anni ’90.

Mentre lavorava per Sun con Jakob Nielsen nel 1994, produsse il prototipo video Starfire, al fine di dare un’idea della visione concentrata sull’usabilità dell’Office of the future.

BRUCE TOGNAZZINI SITO

Una delle pietre miliari per la nascita dell’informatica


Charles Babbage
Charles Babbage nato a Londra, 26 dicembre 1791– Morto a Londra, 18 ottobre 1871

La macchina differenziale

Babbage presentò il modello di quella che lui chiamò una macchina differenziale (Difference Engine) alla Royal Astronomical Society il 14 giugno 1823 in un lavoro intitolato Note on the application of machinery to the computation of astronomical and mathematical tables. Il suo scopo era quello di creare tabelle di polinomi utilizzando un metodo numerico chiamato il “metodo delle differenze”. La sua idea fu approvata e ciò gli permise di ricevere un fondo di 1500 sterline dal governo britannico nel 1823. La Royal Astronomical Society lo premiò con la medaglia d’oro nel 1824.

La costruzione di questa macchina iniziò ma non fu portata a termine. Due cose andarono male, la prima fu che a causa dell’attrito interno e degli ingranaggi disponibili a quel tempo, non sufficientemente buoni per realizzare i modelli, le vibrazioni rimasero un problema costante. L’altra fu il continuo cambio d’idea riguardo al progetto della macchina. Un’ulteriore possibile questione furono le discussioni con i meccanici assunti per il lavoro. Fino al 1833 furono spese 17.000 sterline senza alcun risultato soddisfacente. Il taglio dei finanziamenti da parte del governo inglese lo indusse a scrivere le celebri Reflections on the Decline of Science in England, and some of its Causes.


La Macchina Analitica

Tra il 1833 e il 1842 Babbage provò di nuovo: questa volta, cercò di costruire una macchina che fosse programmabile per eseguire ogni genere di calcolo, non solo quelli relativi alle equazioni polinomiali. Questa era la macchina analitica. Il progetto era basato sul telaio di Joseph Marie Jacquard, che usava schede perforate per determinare come dovesse essere la trama del tessuto. Babbage adattò questo progetto in modo che generasse operazioni matematiche.

La Macchina Analitica aveva dispositivi di ingresso basati sulle schede perforate, come nel progetto di Jacquard, un processore aritmetico che calcolava numeri, una unità di controllo che determinava che fosse eseguito il compito corretto, un meccanismo di uscita e una memoria dove i numeri potevano essere mantenuti in attesa del loro turno di elaborazione. Questo dispositivo fu il primo computer al mondo. Un suo progetto concreto venne alla luce nel 1837; tuttavia, in parte a causa di difficoltà simili a quelle incontrate con la Macchina Differenziale, in parte a causa dei conflitti con i meccanici che stavano costruendo i componenti (e che li tennero come merce di scambio in quella che sembra essere stata una disputa sindacale in corso), la Macchina non fu mai costruita. Nel 1842, a seguito di ripetuti tentativi a vuoto di ottenere sovvenzioni da parte del Ministero del Tesoro, Babbage si rivolse a Sir Robert Peel per richiedergli sovvenzioni. Peel rifiutò e offrì invece a Babbage un cavalierato. Babbage a sua volta rifiutò l’offerta. La questione a questo punto ebbe termine.

Babbage in effetti ricevette un sostegno non trascurabile da un’altra fonte. Lady Ada Lovelace venne a conoscenza degli sforzi di Babbage e vi si interessò molto. Promosse attivamente la macchina analitica e scrisse diversi programmi[senza fonte] in quello che oggi chiameremmo il Linguaggio assembly della macchina analitica, che tuttavia non furono mai eseguiti effettivamente e tradusse dal francese, integrandoli, gli appunti di Menabrea sulla programmazione della macchina analitica. Ada Lovelace è quindi considerata la fondatrice della scienza della programmazione, almeno nei suoi aspetti teorici.

nascita dell’informatica

Donald Norman
Donald Arthur Norman nato il 25 dicembre 1935 è uno psicologo e ingegnere statunitense

Noto per essere uno studioso che si è occupato anche degli aspetti più prettamente pratici ed economici della propria materia di studio (in quanto dirigente per la Apple Computer), nelle sue prime pubblicazioni si occupa prevalentemente dell’usabilità e dei vari aspetti del processo cognitivo, ma nel libro Le cose che ci fanno intelligenti espone anche critiche di carattere sociologico verso la società occidentale. Tra gli altri aspetti Norman descrive l’apatia provocata dall’eccessivo utilizzo della televisione e l’incapacità dei musei di proporsi al pubblico in modo accattivante.

Nella seconda parte della sua carriera pubblica il noto volume La caffettiera del masochista, in cui propone una tagliente critica al design attaccando la scarsa ergonomia della maggioranza delle interfacce e degli strumenti in uso all’uomo. Questo volume lo porta alla ribalta mondiale nel suo settore ed è causa di accese polemiche da parte di designer e progettisti per le sue affermazioni tese a esaltare la funzionalità degli oggetti a scapito della loro gradevolezza estetica. In particolare nei suoi studi fa spesso riferimento all’affordance degli oggetti, che lui intende nell’accezione di autorizzazioni, inviti all’azione, che l’oggetto sembra permettere. “Sembra”, poiché secondo Norman le proprietà possedute da un oggetto, in particolare di ordine ottico, dipendono da chi osserva l’oggetto. In altre parole chi percepisce un significato ci riesce perché possiede un sistema di raccolta dati che gli consente di ottenerlo.

Più tardi, con la pubblicazione di Emotional design, rinnega parzialmente le tesi proposte in La caffettiera del masochista, focalizzandosi sugli aspetti più emotivi della cognizione ed esaltando quegli oggetti progettati per essere sì facilmente utilizzabili, ma anche in grado di coinvolgere emotivamente l’utente. Un oggetto in grado di suscitare emozioni positive nell’utente, in pratica, è progettato meglio di uno effettivamente ergonomico. Data questa teoria, diventa praticamente impossibile concepire una “qualità oggettiva” del design, poiché la storia di ogni individuo rende “piacevolmente emozionanti” (evocativi) determinati strumenti o interfacce a scapito di altri solamente in base alle proprie esperienze soggettive.

Norman è anche il promotore del concetto di informatica pervasiva, presentato nel libro The invisible computer: «La tecnologia migliore è quella che non si vede, perché è tanto semplice da usare da diventare “trasparente”».

nascita dell’informatica

Douglas Engelbart
Douglas Carl Engelbart Nato a Portland, 30 gennaio 1925.
È morto il 2 luglio 2013 all’età di 88 anni per insufficienza renale

Engelbart è l’inventore del primo mouse per computer, sviluppato negli anni ’60 e brevettato il 21 giugno 1967. A quel tempo il mouse era un blocco di legno che copriva due ruote di metallo e non è stato commercialmente disponibile se non fino al 1981, con lo Xerox Star. Per questo, essendo il brevetto scaduto prima della diffusione di massa, Engelbart non poté trarre un profitto economico dalla sua invenzione.

Douglas è conosciuto anche per aver progettato, sempre negli anni sessanta, oN Line System, un rivoluzionario ambiente software creato con i colleghi dell’«Augmentation Research Center». Il sistema era costituito da workstation personali[8] collegate a un mainframe SDS-940, in grado di visualizzare testo e grafica. Nella visione di Engelbart l’Augmentation Framework era parte integrante di un progetto che comprendeva la rete ARPAnet per la condivisione delle informazioni. ON Line System fu presentato alla “Joint Computer Conference” di San Francisco nel 1968. In una dimostrazione della durata di un’ora e mezza, che passò alla storia come “The Mother of all Demos”, Engelbart presentò un sistema di computer collegati tra loro in rete. Conteneva: un sistema di scrittura a video con la possibilità di modificare il testo prima di stamparlo, un sistema a finestre, il primo mouse e un sistema di teleconferenza interattiva basato sul collegamento di più monitor in rete tra loro

nascita informatica

F.W. Taylor
Taylor, Frederick Winslow. – Ingegnere statunitense Nato a Germantown, Pennsylvania, 1856 – Moro a Filadelfia 1915

Taylor nacque in Pennsylvania (U.S.A.), da una famiglia agiata; destinato agli studi presso l’Università di Harvard, fu costretto, a causa della salute cagionevole, a cercare opportunità formative alternative. Nel 1874 fece l’apprendista operaio, venendo a conoscenza sul campo delle dure condizioni delle fabbriche dell’epoca. Nel 1883 riuscì ugualmente a laurearsi in ingegneria meccanica, grazie agli studi serali.

L’idea di Taylor consisteva nel superare il dilettantismo dei manager dell’epoca: attraverso lo studio scientifico del lavoro, e la cooperazione tra dirigenza qualificata e operai specializzati, riteneva possibile organizzare un proficuo rapporto, da cui ambo le parti avrebbero ottenuto vantaggi. La sua ipotesi consisteva essenzialmente nel supporre l’esistenza di un “unico miglior modo” (“one best way”) per compiere una qualsiasi operazione. La teoria di Taylor si occupò inizialmente di un ambito prevalentemente produttivo: il suo metodo prevedeva lo studio accurato dei singoli movimenti del lavoratore per poter ottimizzare il tempo di lavoro secondo i seguenti passi principali:

  • considerare un gruppo di 10/15 operai, versati nel lavoro da analizzare;
  • studiare l’esatta serie dei movimenti componenti l’operazione che ogni operaio applica allo stato attuale;
  • determinare il tempo necessario per ogni movimento e determinare se esiste una via più veloce per compierlo;
  • eliminare ogni movimento lento o inutile;
  • stendere la serie ottimale dei movimenti così determinata.
  • Taylor propose, inoltre, di applicare una riorganizzazione anche nella direzione dello stabilimento, con la creazione di un “dipartimento programmazione” e la creazione di una serie di otto capi-funzione che presidiassero le diverse funzioni aziendali:
  • addetto agli ordini di lavoro e ai cicli;
  • addetto alle schede di istruzione;
  • addetto ai tempi e ai costi;
  • caposquadra,
  • addetto alla velocità di esecuzione;
  • addetto alla manutenzione;
  • ispettore;
  • addetto ai rapporti disciplinari.

L’ipotesi della “one best way” fu tuttavia criticata; secondo altre critiche il suo metodo fu troppo analitico e scarsamente sintetico, in quanto poco focalizzato sul coordinamento dell’attività degli operai.

La strada tracciata da Taylor per la direzione degli impianti industriali è definita taylorismo, un termine che sottende anche un’accezione spregiativa. Le sue idee furono poi sviluppate, anche per l’avvento della “catena di montaggio”, da Henry Ford, che la applicò per primo in un’industria, quella della sua casa automobilistica Ford, in una concezione dei rapporti di organizzazione nota come fordismo.

Taylor morì a Filadelfia nel 1915

Henry Dryfus
Henry Dreyfuss Nato a Brooklyn, 2 marzo 1904 – Morto nel South Pasadena, 5 ottobre 1972 è stato un designer statunitense.

nascita informatica

Dreyfuss fu il più famoso delle celebrità del disegno industriale a cavallo tra gli anni trenta e quaranta, per cui migliorò notevolmente l’aspetto e l’uso di una miriade di produzioni e oggetti di consumo. A differenza di Raymond Loewy e altri contemporanei, Dreyfuss non si presentò come un’icona di stile: per la sua ideologia si applicò sul senso pratico e su un approccio scientifico alla risoluzione dei problemi progettuali. Il suo contributo fu prominente tanto in campo consumistico, quanto significativo sui campi quali l’ergonomia, l’antropometria e i fattori umani. Fino al 1920 Dreyfuss studiò come apprendista scenografo di Norman Bel Geddes, che in seguito diverrà il suo concorrente principale, poi aprì il proprio studio nel 1929 e continuò a lavorare su attività teatrali e sul design. Ebbe un successo commerciale immediato e di lunga durata.

Nel 1955, Dreyfuss scrisse Designing for People, un’autobiografia che presenta le sue scale antropometriche semplificate nominate “Joe” e “Josephine”. Nel 1960 pubblicò The Measure of Man, un trattato sull’ergonomia. Nove anni dopo, nel 1969, lasciò l’azienda che aveva fondato.

Dreyfuss fu il primo presidente della Industrial Designers Society of America (IDSA).

Si suicidò assieme alla moglie, Doris Marks, nella loro auto, avvelenandosi con monossido di carbonio. All’inizio di quell’anno, le fu diagnosticato un cancro al fegato. L’azienda di design, Henry Dreyfuss Associates, rimase in attività dopo la sua morte.

Ivan Suteherland
Ivan Edward Sutherland Hastings, 16 maggio 1938 è un informatico e ricercatore statunitense

nascita informatica

Ivan Edward Sutherland, ingegnere elettrico e informatico americano e vincitore del 1988 AM Turing Award , il più alto riconoscimento in informatica , per “i suoi contributi pionieristici e visionari al computer grafica, a partire daSketchpad e proseguimento dopo. ” Sutherland è spesso riconosciuto come il padre dicomputer grafica .

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Sutherland ha conseguito una laurea (1959) in ingegneria elettrica presso il Carnegie Institute of Technology (ora Carnegie Mellon University ), un master (1960) in ingegneria elettrica presso il California Institute of Technology (Caltech) e un dottorato (1963) in ingegneria elettrica dal Massachusetts Institute of Technology (MIT). La sua tesi di dottorato, “Sketchpad: A Man-Machine Graphical Communication System”, sotto la direzione del pioniere della teoria dell’informazione Claude Shannon , è stata l’inizio della computer grafica, dell’interfaccia utente grafica (GUI) e della progettazione assistita da computer (CAD) programmi.

Dopo aver lasciato il MIT, Sutherland fu incaricato come primo tenente dell’esercito degli Stati Uniti e prestò servizio come ingegnere elettrico presso la National Security Agency (1963) e poi come ricercatore presso la Defense Advanced Research Projects Agency (1964), dove iniziò progetti in sistemi di time-sharing e intelligenza artificiale .

Dopo il congedo dall’esercito, Sutherland ha tenuto cattedre all’Università di Harvard (1965-1968), all’Università dello Utah (1968-1976) e al Caltech (1976-1981). Nel 1968 Sutherland e David Evans , del dipartimento di informatica dello Utah, fondarono Evans and Sutherland, una società che svolse un lavoro pionieristico nella computer grafica e nei linguaggi di stampa. Durante la Caltech, Sutherland ha anche lavorato come consulente per la RAND Corporation (1976–80).

Nel 1980 Sutherland ha coofondato Sutherland, Sproull and Associates, acquisita nel 1990 daSun Microsystems, Inc. , un produttore di computer americano, e ha costituito il nucleo dei nuovi Sun Microsystems Laboratories, di cui Sutherland è stato vicepresidente. Sutherland è stato nominato membro della Sun nel 2001.
Oltre al Turing Award, Sutherland ha ricevuto il primo Zworykin Award (1972) della National Academy of Engineering statunitense e uno Smithsonian Computer World Award (1996). È stato eletto alla US National Academy of Engineering (1972) e alla US National Academy of Sciences (1978).

nascita dell’informatica

J.C.R Licklider
Joseph Carl Robnett Licklider , nato l’11 marzo 1915, St. Louis, Mo., USA – è morto il 26 giugno 1990, Arlington , Mass.

nascita informatica

Come Vannevar Bush, il contributo di Licklider allo sviluppo di Internet consiste più di idee che non di invenzioni. Ha previsto l’esigenza di calcolatori in rete con interfacce utente facili da usare. Le sue idee prevedevano computazione grafica, interfacce punta-e-clicca, biblioteche digitali, commercio elettronico, operazioni bancarie on-line e software che esiste su una rete e migra laddove necessario.

Licklider è stato determinante nel concepire, finanziare e gestire la ricerca che ha portato ai moderni personal computer e a Internet. Il suo articolo sulla Simbiosi Uomo – Computer preannunciava la computazione interattiva, e fu alla base dei primi sforzi compiuti nello sviluppo di applicazioni, in particolare i lavori di Douglas Engelbart, che ha fondato l’Augmentation Research Center della Stanford Research Institute e ha creato il famoso On-Line System. Ha svolto un ruolo simile nell’ideazione e nel finanziamento delle prime ricerche sulle reti, a cominciare da Arpanet. Il suo articolo del 1968 sul calcolatore come dispositivo di comunicazione predice l’uso delle reti di calcolatori a sostegno delle comunità di interesse e di collaborazione indipendentemente dalla loro localizzazione.

Nel 1963, per scherzo, invia un documento ai suoi colleghi intitolato Memorandum for members and affiliates of the Intergalactic Computer Networks dove teorizza la possibilità di una Internet interplanetaria. In suo onore fu dato il nome Licklider Transmission Protocol a un protocollo delle IPN.

Qualche genio ha anche contribuito troppo per la nascita dell’informatica

Jhon Von Neuman
John von Neumann

nascita informatica

Origini e formazione
John von Neumann nacque a Budapest il 28 dicembre del 1903 da una famiglia di banchieri. Già a sei anni intratteneva gli ospiti di famiglia con la sua prodigiosa memoria, ripetendo all’istante intere pagine di elenco telefonico che gli erano state mostrate solo per pochi istanti o eseguendo rapidamente a mente divisioni con due numeri da otto cifre. Non contento, si divertiva conversando in greco antico, arrivando a padroneggiare, intorno ai dieci anni, sei lingue.

Nel 1911 entrò nel Ginnasio Luterano e le sue capacità intellettuali non passarono inosservate. D’altronde ai bambini prodigio la scuola era già abituata, visto che nella classe superiore a quella di von Neumann si trovava Eugene Wigner. Così László Rátz, il prestigioso professore di matematica del ginnasio, si adoperò affinché al giovane Jancsi non mancasse un precettore privato universitario che lo seguisse e lo introducesse a poco a poco nell’ambiente matematico. Tra i suoi precettori va ricordato in particolare Mihaly Fekete.

In questo ambiente ricco di stimoli culturali e di contatti con gli ambienti sociali più colti e influenti Janos maturò la convinzione che gli aspetti economici e sociali e le relazioni tra individui potessero essere trattati in termini matematici e questa visione “pan matematica” del mondo caratterizzò il suo pensiero per tutta la vita.

Il primo dopoguerra
Al termine della Prima guerra mondiale, che non lasciò tracce sulla sua educazione, la famiglia von Neumann fu costretta a trasferirsi in Austria a causa dell’ascesa al potere di Béla Kun e della Repubblica sovietica ungherese. Ma i von Neumann tornarono in patria poco dopo e come ebrei subirono la persecuzione del dopo Kun. A 18 anni, al termine della sua educazione presso la scuola luterana, in collaborazione con Fekete scrisse il suo primo lavoro, poi pubblicato nel 1922 sulla rivista dell’Unione dei matematici tedeschi. Fu nominato miglior studente di matematica dell’Ungheria.

Ma il padre aveva per lui altri progetti e chiese a Theodore von Kármán di convincere il giovane Jancsi a intraprendere la carriera negli affari o a seguire corsi universitari meno teorici e più rivolti ad applicazioni pratiche. Si arrivò a un compromesso, e Jancsi si iscrisse a chimica. A ventidue anni, quindi, si laureò in ingegneria chimica presso il Politecnico di Zurigo e in matematica a Budapest, dopo aver seguito i corsi di Fritz Haber e di Albert Einstein a Berlino.

Si trasferì poi a Gottinga, dove si occupò dei fondamenti della matematica e della meccanica quantistica, che studiò sotto la supervisione di David Hilbert per due anni, fino al 1927. In questo ambiente von Neumann entrò nel pieno della propria maturità scientifica e i lavori che qui produsse lo elevarono al rango di uno dei massimi matematici di ogni tempo. Sotto la guida di Hilbert, von Neumann si fece portabandiera dell’approccio assiomatico della matematica e del pensiero del suo maestro, che mirava a creare una teoria “metamatematica”, in grado di dimostrare la coerenza di qualsiasi sistema formale.

L’approccio hilbertiano crollò con i teoremi di incompletezza di Kurt Gödel, che evidenziarono l’impossibilità di conseguire una dimostrazione completa della coerenza dell’aritmetica nel contesto del pensiero matematico. Quando Gödel espose i suoi risultati alla Seconda Conferenza sull’Epistemologia delle Scienze Esatte di Königsberg del 1930, von Neumann ne capì immediatamente la portata e nel giro di due mesi descrisse, parallelamente a Gödel, l’indimostrabilità della coerenza dell’aritmetica come conseguenza dei teoremi di incompletezza.

Johann, come si faceva chiamare in quel periodo, era già una celebrità e, oltre a pubblicare articoli di estrema importanza nella fisica sub-nucleare, sviluppò la teoria dei giochi, pubblicando nel 1928 sulla rivista Mathematische Annalen l’articolo Zur Theorie der Gesellschaftspiele (Sulla teoria dei giochi di società), che conteneva fra l’altro il risultato noto come teorema Minimax.

Il trasferimento negli USA
Tra il 1930 e il 1933 fu invitato a Princeton, dove dimostrò una vena didattica non esemplare; la sua grande fluidità di pensiero metteva in difficoltà molti studenti, costretti a seguire i calcoli su una piccola porzione di lavagna, che lo scienziato cancellava poi velocemente impedendo agli allievi di copiare le equazioni. Nel 1933 aprì i battenti l’Institute for Advanced Study, sempre a Princeton, e von Neumann fu uno dei sei primi professori di matematica, insieme a Albert Einstein, Hermann Weyl, Marston Morse, Alexander e Oswald Veblen.

Con l’arrivo dei nazisti al potere, abbandonò la sua posizione accademica in Germania, considerando l’avventura americana ben più promettente. Von Neumann, infatti, tenne la cattedra di Princeton fino alla morte. Nel 1937, dopo aver ottenuto la cittadinanza statunitense, gli fu proposto di collaborare con le forze armate, e da quel momento la sua scalata ai vertici delle istituzioni politico-militari non conobbe soste.

Negli anni successivi von Neumann sfoggiò un enorme talento nel campo della ricerca e si interessò ai problemi legati alla turbolenza idrodinamica e quindi alla risoluzione delle equazioni differenziali non lineari, che gli servirono come stimolo per studiare nuove possibilità legate alla computazione elettronica. Durante la seconda guerra mondiale pubblicò, nel 1944 e insieme a Oskar Morgenstern, un testo che divenne un classico, Theory of Games and Economic Behavior, ove espose la teoria dei giochi. Alcuni anni più tardi Shannon, uno dei padri fondatori della teoria dell’informazione, si basò sui lavori di von Neumann per pubblicare l’articolo Una macchina giocatrice di scacchi.

L’approccio all’informatica
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: ENIAC ed EDVAC.
Nel 1944 venne a conoscenza da un suo collega, Herman Goldstein, impegnato anch’esso nel Progetto Manhattan, dei tentativi effettuati presso il laboratorio balistico di costruire una macchina capace di trecento operazioni al secondo. Von Neumann ne fu profondamente colpito e vide nuovi e affascinanti scenari.

Il primo incontro con un calcolatore fu poco tempo dopo, con la macchina Harvard Mark I (ASCC) di Howard Aiken, costruita in collaborazione con l’IBM; poi conobbe ENIAC (Electronic Numerical Integrator And Computer) presso il Ballistic Research Laboratory, un ammasso enorme di valvole, condensatori e interruttori da trenta tonnellate di peso, costruita da Prosper Eckert e John Mauchly.

Questo primordiale computer era utile nei calcoli balistici, meteorologici o sulle reazioni nucleari, ma era una macchina limitata, quasi priva di memoria e di elasticità, che eseguiva solo operazioni predeterminate. Per migliorarla bisognava utilizzare l’intuizione avuta da Alan Turing una decina d’anni prima nel suo articolo sui numeri computabili, cioè permettere al computer (l’hardware) di eseguire istruzioni codificate in un programma (software) inseribile e modificabile dall’esterno. Nel 1945 pubblicò come frutto di questi studi First Draft of a Report on the Edvac.

L’EDVAC (Electronic Discrete Variables Automatic Computer) era la prima macchina digitale programmabile tramite un software basata su quella che fu poi definita l’architettura di von Neumann. Il merito dell’invenzione, oltre che allo scienziato ungherese, va ad Alan Turing (per l’idea: l’EDVAC, a dispetto della propria memoria finita, era la realizzazione della macchina universale inventata da Turing nel 1936, un computer programmabile nel senso moderno del termine) e ad Eckert e Mauchly (per la realizzazione).

Gli esperimenti sulle armi ed il dopoguerra
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Progetto Manhattan e SM-65 Atlas.
Von Neumann fu cooptato nel Progetto Manhattan per la costruzione della bomba atomica; un coinvolgimento alimentato dal profondo odio verso i nazisti, i giapponesi e i sovietici.

FU LUI CHE:
  • Suggerì come lanciare la bomba atomica per creare il maggior numero di danni e di morti;
  • Intervenne nella costruzione della bomba al plutonio realizzando la cosiddetta “esplosive lens”,;
  • Incentivò la costruzione di ordigni nucleari sempre più potenti. Ma von Neumann si spinse oltre,
  • Propose alle autorità militari di bombardare preventivamente l’Unione Sovietica per scongiurare il pericolo rosso.

La sua teoria dei” giochi” fu utilizzata in questo contesto per studiare e ipotizzare tutti i possibili scenari bellici che si possono sviluppare in seguito a certe decisioni prese.

L’entusiasmo con cui appoggiava lo sviluppo degli ordigni atomici lo spinse a seguire di persona alcuni test nucleari nella seconda metà degli anni quaranta, che raggiunsero l’apice con la bomba H lanciata sulle Isole Marshall nel 1952.

Probabilmente furono le radiazioni di questi test a condannarlo a morte, da lì a poco. Per questo suo forte impegno nelle tristi vicende belliche della seconda guerra mondiale e del nucleare militare che hanno segnato l’immaginario collettivo e l’opinione pubblica mondiale è visto come figura piuttosto controversa, ed etichettato come genio del male .

Nello stesso anno dell’esplosione della bomba H, fu nominato membro del General Advisory Committee della AEC (Atomic Energy Commission) e consigliere della CIA (Central Intelligence Agency, l’agenzia statunitense per lo spionaggio all’estero). Tre anni più tardi divenne membro effettivo dell’AEC. Nel pieno della guerra fredda, a metà degli anni cinquanta, si impegnò al massimo per la costruzione del missile balistico intercontinentale (ICBM) Atlas che, successivamente modificato, servì per le missioni spaziali, portando John Glenn nello spazio nel 1962.

La morte

Tomba di John von Neumann a Princeton, New Jersey
Morì a causa di un tumore alle ossa che lo costrinse sulla sedia a rotelle, ma che non gli impedì di seguire di persona le riunioni strategiche con i militari, mentre si dedicava a nuovi studi sui programmi capaci di autoriprodursi e che lui chiamava automi cellulari. Confortato dai pochi amici vicini fino all’ultimo, come Wigner, von Neumann morì l’8 febbraio 1957 a 53 anni.

Terry Winograd
Terry Allen Winograd nato a Takoma Park, 24 febbraio 1946

nascita dell’informatica

L’attenzione del professor Winograd è sulla progettazione dell’interazione uomo-computer e sulla progettazione di tecnologie per lo sviluppo. Dirige i programmi di insegnamento e la ricerca HCI nello Stanford Human-Computer Interaction Group, che ha recentemente celebrato il suo 20 ° anniversario. È anche membro fondatore della facoltà dell’Hasso Plattner Institute of Design di Stanford (la “d.school”) e della facoltà del Center on Democracy, Development, and the Rule of Law (CDDRL)

Winograd è stato membro fondatore e ex presidente di Computer Professionals for Social Responsibility. Fa parte di numerosi comitati editoriali di riviste, tra cui Human Computer Interaction, ACM Transactions on Computer Human Interaction e Informatica. Ha fornito consulenza a numerose aziende avviate dai suoi studenti, tra cui Google. Nel 2011 ha ricevuto l’ACM SIGCHI Lifetime Research Award.

Nomine accademiche
Facoltà emerito, Consiglio Acad, Informatica
Membro, Bio-X
Faculty Affiliate, Institute for Human-Centered Artificial Intelligence (HAI)
Membro, Maternal & Child Health Research Institute (MCHRI)
Appuntamenti amministrativi
Fondatore, Hasso Plattner Institute of Design (2006 – Presente)
Co-direttore, Liberation Technology Program (2009 – Presente)
Onori e Premi
Founders Award, Computer Professionals for Social Responsibility (1996)
Premio Rigo, SIGDOC (1999)
Membro, ACM CHI Academy (2004)
Felllow, ACM (2009)
Premio alla ricerca alla carriera, ACM SIGCHI (2011)
Affiliazioni al programma
Programma di sistemi simbolici
Educazione professionale
PhD, MIT (1970)

Jhon Von Neuman
Jhon-Von-Neuman

Jhon Carroll
Jhon-Carroll.
Jhon Mauchley e Presper Eckert-
Jhon-Mauchley-e-Presper-Eckert

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